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Parabiago, il candidato Agostino Marazzini: via la fatiscenza dalla città

Il candidato di centrosinistra: “Risolveremo subito il problema finanziario perchè l'attuale amministrazione non ha rispettato il patto di stabilità, procurando a Parabiago 150mila euro di multa. E certo non costruiremo campetti da calcio come opere prioritarie”

In vista delle prossime elezioni comunali nel Comune di Parabiago, abbiamo intervistato Agostino Marazzini, candidato sindaco del centro sinistra.

Negli ultimi anni Parabiago è stata governata da una giunta di centro-destra, qual è la critica maggiore che gli rivolge?

Dopo dieci anni di giunta di centrodestra, Parabiago è ormai ridotta ad una città di nome e non di fatto. Ha una scarsa capacità di aggregazione sociale e scarso richiamo culturale ed economico; l’arredo urbano è molto trascurato, frazioni di altri comune limitrofi ci hanno superato nella cura e nella piacevolezza dei rispettivi centri; lo stato delle strade, dei marciapiedi e dei parchi pubblici è sotto gli occhi di tutti. Il centro del capoluogo si caratterizza per La Torre Cavalleri “incerottata” da almeno quindici anni, anche se mi risulta che il piano di intervento sia stato approvato fin dall’inizio del 2005: cinque anni non sono stati sufficienti per completare l’opera e non solo per colpe attribuibili alla proprietà.

Parabiago in sintesi si caratterizza per fatiscenza e trascuratezza di molti edifici, luoghi ed impianti pubblici; precarietà di innumerevoli sedi stradali; trascuratezza per il verde pubblico; tutto ciò anche se nel suo programma elettorale del 2005 il centrodestra affermava alla voce lavori pubblici “questo settore amministrativo continuerà a rappresentare nel prossimo mandato l’ambito di eccellenza per la coalizione, verso il quale concentrare le principali risorse poiché, in generale, il degrado, l’abbandono e l’incuria devitalizzano nel tempo la città”.

Ma il consuntivo degli anni a guida centrodestra si caratterizza anche per altri impegni elettorali non mantenuti, l’abbandono o il rinvio di una molteplicità di interventi, per svariate cause (mancanza di idee, di fondi, di progetti e di programmazione).

Mi riferisco alla mancata realizzazione della tenenza dei carabinieri, sparita dal programma triennale 2009 2011, nonostante il tema della sicurezza dei cittadini sia, a parole, il cardine dell’impegno politico di una non trascurabile componente dell’attuale maggioranza.

Da abitante dell’oltre ferrovia non posso tralasciare il differimento al 2010 della sistemazione dell’area del mercato di Ravello, il cui studio di fattibilità era già pronto nel 2005, come si legge nel programma 2005 del centrodestra. Perché? E’ una ulteriore promessa elettorale mancata o il risultato di una carente capacità di programmazione al pari della situazione degli edifici scolastici di Villastanza e del cimitero del capoluogo (per mesi chi è morto a Ravello è stato sepolto a San Lorenzo)?
  Risolveremo subito il problema finanziario perchè l'attuale amministrazione non ha rispettato il patto di stabilità, procurando a Parabiago 150mila euro di multa  

Come giudicare infine il fatto che dopo cinque anni di amministrazione congiunta Pdl e Lega non siano riuscite a costruire una leadership condivisa, pur sapendo che l’attuale Sindaco non avrebbe potuto più candidarsi? Quali sono le linee principali del suo progetto politico?

Nel 2009 l’Amministrazione comunale di Parabiago non ha rispettato il patto di stabilità e questo comporterà nel 2010 il pagamento di una sanzione di almeno 150.000 euro, un taglio delle spese correnti  di oltre 2 milioni di euro, un equivalente aumento delle tariffe dei servizi pubblici oppure un mix di tagli di spesa, aumento delle tariffe e alienazioni di beni comunali.

Per questa ragione abbiamo chiesto alla Giunta in carica di presentare prima delle elezioni il bilancio consuntivo 2009 ed il bilancio di previsione 2010, completo con le indicazione dei singoli tagli di spesa e delle nuove entrate. Tutto ciò per dire ai cittadini come stanno le finanze comunali e perché la nuova Giunta, chiunque essa sia, non può presentare il bilancio ai revisori entro il 15 aprile o, al più tardi, il 15 maggio nel caso le venga concessa una  proroga dalla Prefettura.

Il principale problema da risolvere sarà pertanto quello finanziario, che intendiamo risolvere  in primo luogo perseguendo la razionalizzazione delle spese, vale a dire la valutazione puntuale per ogni spesa dei relativi costi e benefici per la comunità parabiaghese. Certamente non seguiremo l’esempio dell’attuale amministrazione che nel 2010 ha  realizzato un campo di calcetto nel cortile delle scuole di via Brescia che sarà ammirato dagli elettori di Ravello domenica e lunedì prossimi: opera estremamente prioritaria di cui tutti ne sentivamo la mancanza, ben più urgente della manutenzione delle strade attività alla quale nel 2010ha sottratto risorse finanziarie.

Nell’ottica della razionalizzazione delle spese finalizzata a liberare risorse, senza compromettere i servizi alle persone (mense;assistenza domiciliare;ecc), intendiamo procedere: alla revisione dei processi caratteristici dell’attività comunale; allo studio ed alla messa in atto di nuove forme di gestione associata e/o di collaborazione fra enti locali rivolte al contenimento dei costi dei servizi comuni e delle forniture. La riduzione dei consumi comunali, in particolar modo quelli energetici, determinerà la disponibilità di risorse finanziarie da destinare ad altri scopi.

A tal fine abbiamo previsto l’introduzione di specifiche responsabilità a livello di giunta e di uffici comunali necessarie per attivare le funzioni di energy manager presenti in ogni impresa; pensate solo ai risparmi ottenibili sostituendo le attuali lampadine stradali con lampade a led, come già fatto da Canegrate. Intendiamo poi reperire risorse finanziarie aggiuntive rispetto ai finanziamenti statali, attivando il monitoraggio, continuo e costante, dei bandi di finanziamento emessi da Enti, Fondazioni ed Istituzioni (Regione, Comunità Europea, ecc.); tale attività sarà realizzata attribuendo compiti e responsabilità specifiche sia a livello di giunta che di uffici comunali/ società partecipate; il relativo servizio, se condiviso, sarà offerto anche agli operatori economici locali (agricoltori; industriali- artigiani; commercianti).

Da ultimo intendiamo valorizzare economicamente le aree standard di proprietà comunale,  attraverso l’approvazione di specifiche varianti del vigente Piano Regolatore Comunale e/o preferibilmente attraverso il Nuovo Piano di Governo del Territorio, previsto dalla legge regionale 12/2005 e che l’attuale amministrazione non è stata in grado di approntare in questi ultimi cinque anni. Sul piano delle opere pubbliche negli incontri elettorali abbiamo presentato il nostro progetto per l’ampliamento della casa di riposo con la costruzione di sedici monolocali da destinare ai disabili ed agli anziani soli: un progetto di circa 550 metri quadri il cui costo stimato, arredi esclusi, è circa 1 milione di euro. In gennaio, prima dell’avvio della campagna elettorale abbiamo organizzato una mostra convegno per illustrare il nostro progetto di sistemazione della piazza Maggiolini: è un’idea, ne aspetto altre.

Comunque è la seconda opera che intendiamo fare e che rappresenta il simbolo della nostra attenzione alle strade, ai parchi pubblici ed alla loro manutenzione. Eredità pesante quella delle strade che, unitamente alla sistemazione degli edifici pubblici ed impianti sportivi, intendiamo affrontare predisponendo un censimento dei bisogni, una macro-valutazione dei costi di intervento, un programma temporale di interventi distribuito nei cinque anni del mandato in relazione alle disponibilità finanziarie: il tutto mi impegno a presentarlo ai cittadini delle frazioni e del capoluogo in incontri appositamente convocati.

In questo piano intendo riprendere il problema delle barriere architettoniche e la collaborazione con il gruppo di lavoro "Una città per tutti". La terza opera pubblica che vogliamo realizzare è la sistemazione/ampliamento della caserma dei carabinieri che versa in uno stato pietoso ed è inadeguata alle esigenze dell’attuale contingente di uomini presente in caserma: mancano almeno due/tre alloggi.
 
Le conseguenze “reali” dell’attuale crisi economica si vedono soprattutto a livello locale: Parabiago in che misura è stata colpita? Lei come intende reagire?

Parabiago è ormai ridotta ad una città dormitorio, ove il numero degli abitanti in età  lavorativa supera abbondantemente i posti di lavoro disponibili, per cui molti parabiaghesi sono costretti ad uscire dalla città per poter lavorare. L’elenco delle aziende che hanno chiuso i battenti o si sono trasferite fuori da Parabiago è lunghissimo ed è destinato ad allungarsi ulteriormente, senza opportuni interventi anche pubblici. La risposta di breve periodo a questa situazione di precarietà dovrebbe essere quella di incentivare gli investimenti in opere pubbliche quale volano dell’economia locale: via impraticabile per le cattive condizioni in cui versano le finanze comunali e di cui ho già parlato.
  Fatiscenza e trascuratezza di molti edifici, luoghi ed impianti pubblici  

Nonostante le difficoltà finanziarie confermo il mio impegno di: sostenere le famiglie in difficoltà, istituendo il fondo di bilancio e collaborando con le associazioni impegnate nella assistenza; ricercare finanziamenti e destinare tutte le risorse possibili al risanamento degli edifici pubblici, alle strade e marciapiedi. Ciò anche se l’attuale Amministrazione ha proposto per il 2010 il taglio dei fondi per le famiglie bisognose.

Nel lungo periodo per la città  di Parabiago è indispensabile incentivare la ripresa delle attività manuali artigianali e mantenere vivo il nome ” Parabiago città della calzatura”. Per questo abbiamo proposto il progetto “Apprendi un mestiere”,rivolto comunque non solo alle aziende calzaturiere ma a tutti gli artigiani e piccoli imprenditori; con questa iniziativa intendiamo avviare la concertazione fra imprese, comune e centri di formazione professionale: in pratica le imprese determinano le loro esigenze di figure professionali in funzione, ad esempio, del turnover preventivato; su tale base la formazione professionale progetta i corsi, articolandoli con un breve periodo iniziale in aula ed un lungo periodo in azienda, al termine del quale il ragazzo/a sarà valutato/a dall’azienda; se ritenuto idoneo il Comune elargirà la borsa di studio. Ovviamente nel periodo di permanenza in azienda il ragazzo percepirà dalla stessa un regolare stipendio da apprendista o similare.

Come giudica la “privatizzazione del servizio idrico” varata dal Decreto Ronchi? Cosa vorrebbe e potrebbe fare a livello comunale?

La legislazione citata suscita molte perplessità, anche se la questione  del ciclo complessivo dell’acqua e del suo trattamento è molto delicata. E’ però necessario ricordare che l’ art. 15 del D.L. 135/09 - approvato definitivamente dalla Camera dei Deputati il 19 Novembre 2009 - introduce alcune modifiche all’art. 23 bis della Legge 133/08 e muove passi ancora più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali, prevedendo dal 2011 l’obbligo di affidare la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%.

Tutto ciò senza un preciso obbligo europeo, in quanto la comunità si limitava a chieder agli stati membri la definizione dei servizi a rilevanza economica da privatizzare. Non si capisce pertanto quale sia l’interesse primario tutelato dalla disposizione in argomento. La soluzione giuridica a questo stato di fatto è possibile e va studiata ed individuata collaborando con tutti gli altri comuni costituenti la nostra ATO, la cui gestione richiede in ogni caso di essere resa più efficiente.

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