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Parabiago, arrestato maresciallo carabinieri: avrebbe violentato più donne

Violenza sessuale, concussione sessuale e perquisizione arbitraria. Sono gravissime le accuse nei confronti del comandante della stazione dei carabinieri di Parabiago. Avrebbe violentato diverse ragazze

Violenza sessuale, concussione sessuale e perquisizione arbitraria. Si aggrava ora dopo ora la situazione del maresciallo dei carabinieri di Parabiago, arrestato con accuse pesantissime.

VIOLENTATA RIPETUTAMENTE IN CASERMA UNA DONNA - Massimo Gatto, 47 anni, è di fatto il comandante della stazione dei carabinieri di Parabiago dopo il pensionamento dell'ex comandante Sansone, reggente da decenni fino a qualche mese fa. Gatto è finito in manette dopo che una polacca di 19 anni arrivata in Italia da poco tempo ed arrestata lo scorso gennaio, ha sporto denuncia alla magistratura. La donna era finita in caserma dopo essere stata arrestata per il furto di due consolle di videogiochi in un noto supermercato di Parabiago. Trattenatuta nella camera di sicurezza della stazione di Parabiago per due giorni, la donna sarebbe palpata nelle zone intime dal maresciallo durante una finta perquisizione, per poi essere accompagnata nei bagni della caserma e qui violentata ripetutamente. Dopo due giorni e dopo aver patteggiato la pena per il furto, la 19enne polacca è stata rimessa in libertà dal giudice.

ALTRE RAGAZZE VIOLENTATE - Solo il tempo di prendere la metro e di raggiungere la stazione Centrale, dove ha sporto denuncia della violenza subita alla Polfer. Le indagini coordinate dal procuratore aggiunto milanese Pietro Forno e dal pm Cristiana Roveda hanno poi portato alla denuncia di altre 11 donne, ma la lista sarebbe ancora lunga.

"CHI SA QUALCOSA PARLI" - Dalle indagini è infatti emerso che l'uomo avrebbe avuto gli stessi comportamenti con altre donne portate in caserma. I pm sono riusciti ad individuare altre sei donne che avrebbero subito violenze negli ultimi 7 anni, individuando anche altre quattro donne che avrebbero subito violenze alla fine degli anni Novanta. Ma questi episodi, risultano oggi prescitti. Il procuratore in queste ore ha lanciato il suo appello: "Invito tutte le persone che abbiano avuto esperienze similari a non tardare e a rivolgersi o al nucleo investigativo dei carabinieri di Monza o alla Procura di Milano" .

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