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Parabiago, rubate le grondaie dal santuario disegnato dall'allievo di Bramate

I ladri hanno rubato le grondaie dal santuario della Madonna di Dio il Sà

Il santuario

È stato assalito e depredato dai ladri il santuario della Madonna di "Dio il Sà" a Parabiago, struttura del XV secolo disegnata da un allievo di Bramante. È successo nei giorni scorsi quando sono state rubate oltre venti metri di grondaie di rame dall'abitazione attigua ala chiesa: i ladri hanno strappato i canali di scolo dalla parete al primo e al secondo piano del cortile dell'abitazione. Il furto è stato scoperto e reso noto dal Circolo ‘Il Gallo’ di Legambiente Parabiago. 

Il santuario, al confine tra Parabiago e Nerviano, è di proprietà della parrocchia di Parabiago, ma è gestita da quella di Nerviano. Il cimitero accanto alla chiesa è di proprietà del comune di Parabiago, così come per la casa che però è in comodato d'uso alla parrocchia di Nerviano e per anni ha ospitato famiglie temporaneamente senza casa, ma da qualche tempo non è più abitata. "Da tempo sollecitiamo le amministrazioni comunali a intervenire a tutela e valorizzazione del Santuario, Monumento Nazionale di cui Parabiago e Nerviano dovrebbero essere orgogliose — si legge in una nota del circolo di Legambiente —. Nel denunciare il vile gesto di ladri senza scrupoli, si chiede alle amministrazioni di attivarsi urgentemente per prevedere una gestione che garantisca la vigilanza e realizzare finalmente il progetto complessivo di un parco intercomunale a disposizione dei cittadini".

Non è la prima volta che il Santuario è al centro delle cronache: a marzo del 2017 era crollato il muro del cimitero della chiesa rinascimentale, un cedimento strutturale a cui era seguita una ristrutturazione del perimetro.

Il santuario della Madonna di Dio il Sà

Il santuario si trova tra Parabiago e Nerviano. In passato l'edificio fu attribuito a Donato Bramante, più recentemente la paternità del progetto è stata affidata a un allievo bramantesco, probabilmente Giacomo Lampugnano, legnanese che diresse i lavori della Basilica di San Magno. 

Sicuramente il santuario risale ad un'epoca a cavallo tra i secoli XV e XVI, a sostituzione di una cappella campestre, di cui è ancora conservato un affresco all'interno, sulla mensa dell'altare, racchiuso in una teca di vetro, che rappresenta la Vergine con Cristo in Gloria, antecedente al '500.

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