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Strappata al crimine: rinasce La Tela, l'osteria di Rescaldina confiscata alla 'ndrangheta

Il locale è stato ri-inaugurato nella giornata di martedì dopo la chiusura del 2018

I ragazzi di Libera all'osteria La Tela di Rescaldina

Era uno spazio della 'ndrangheta ma è stato strappato alla criminalità e ora "La Tela" di Rescaldina è pronto a spiccare il volo. Dopo uno stop di circa un anno dettato da problemi di natura economica del precedente gestore, ha riaperto i battenti il locale sulla Saronnese che fu sottratto alla ‘ndrangheta nel 2006. E dietro c'è un progetto preciso che si chiama "Tutto il gusto della legalità". La Tela infatti, come spiegato dai nuovi gestori, vuole essere punto di riferimento enogastronomico, sociale e culturale per il territorio attraverso una proposta culinaria sostenibile, eventi e manifestazioni. La gestione degli spazi è stata assegnata attraverso un bando comunale alle cooperative La Tela e Meta, unite da una associazione temporanea di impresa. Al progetto, ha spiegato il comune, partecipano anche le associazioni Slow Food Legnano, Team Down, Articolonove e Mescalina, oltre alla Fondazione Somaschi e StuffCube.

"La prima parte di questa esperienza rimarca come sia molto più facile operare nell’illegalità e far quadrare i conti e come, invece, si debba essere necessariamente più bravi per farlo nel pieno rispetto delle leggi e delle regole — ha dichiarato il primo cittadino di Rescaldina Gilles Andrè Ielo —. Ho più volte descritto quella esperienza come un capitolo doloroso, non tanto per la battuta d’arresto, ma perché mi è parso ci fosse, a volte, l’intenzione di imputare l’insuccesso ad una parte politica, quando invece si dovrebbe considerare questo luogo, le attività promosse e il progetto nel suo complesso, come patrimonio della nostra comunità, che crede nei valori di legalità e trasparenza e che quotidianamente si contrappone alle mafie, alla corruzione e alla criminalità. Ringraziando la cooperativa La Tela, tutti i suoi rappresentanti e componenti, ma anche tutti i sostenitori per questa importante condivisione, siamo certi sapranno mettere in atto quegli accorgimenti necessari per non commettere gli errori del passato. Confermo il pieno sostegno da parte dell’Amministrazione che con incontri e conferenze specifiche lavorerà insieme a La Tela per portare sul territorio una proposta che in parallelo alla cultura dell’enogastronomia sostenibile, alimenti anche la cultura della solidarietà, della legalità e del senso civico".

L’osteria sociale riapre come progetto condiviso. "Ripartiamo esattamente da dove ci eravamo lasciati: La Tela nella sua prima gestione è stata indubbiamente un’esperienza unica per capacità di coinvolgimento, per progettualità e per testimonianza civile", ha spiegato Paolo Testa presidente della cooperativa La Tela. "La decisione della cooperativa Arcadia, che ha gestito i primi due anni e mezzo di vita dell’osteria sociale, di non sostenere più economicamente La Tela è arrivata in momento particolare della cooperativa stessa. Il progetto è rimasto valido: così, forti anche dell’esperienza maturata, abbiamo deciso di dare vita ad una nuova cordata sociale. L’obiettivo è far rivivere una realtà che è testimone di legalità e luogo di inclusione". Accanto ad una proposta di ristorazione studiata sulla tradizione culinaria locale, con prodotti d’eccellenza del territorio, verranno proposti incontri di carattere sociale, culturale musicale. "Nel locale lavorano complessivamente sette persone, delle quali tre soggetti svantaggiati", ha proseguito Testa. "Per la parte gastronomica, la scelta è stata quella di proporre la classica osteria, facendo attenzione ai prodotti locali con la possibilità di aprirsi anche a tradizioni culinarie di altre regioni. È l’aspetto che dovrà garantire la sostenibilità economica del progetto. La parte di animazione, come in passato, ci permetterà di organizzare concerti, ospitare presentazioni di libri e incontri a carattere sociale e culturale. Vogliamo che sia il fattore aggregativo e culturale a fare la differenza, e per questo desideriamo raccogliere idee e contributi da più soggetti possibili".

La storia de La Tela

La Tela sorge negli spazi che fino a 12 anni fa portavano l’insegna di “Re Nove” e furono confiscati definitivamente alla 'ndrangheta l’11 luglio 2006. Nel dicembre 2011 l’Agenzia nazionale per i beni confiscati lo assegnò al Comune di Rescaldina che elaborò un progetto di utilizzo. La Regione Lombardia, tramite Aler, nel 2012 finanziò il progetto con 175mila euro. Il Comune, quindi, emise un bando per l’affido della struttura nel luglio del 2015, vinto dalla cordata di associazioni guidato dalla cooperativa sociale Arcadia di Rescaldina. Dall’avvio del dicembre del 2015, La Tela chiuse i battenti temporaneamente nel settembre del 2018. Per mantenere viva l’esperienza maturata, il Comune di Rescaldina propose un nuovo bando di gestione nel marzo di quest’anno, vinto dalle cooperative La Tela e Meta.

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