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Legnano, morto il cane del consigliere che ha "lasciato" la Lega. "È un atto intimidatorio"

Il Pd e il M5S hanno commentato la morte del cane. La padrona dell'animale: "No comment"

Il consiglio comunale di Legnano nella seduta di mercoledì 27 marzo

Non si sa ancora quale è la causa che ha portato al decesso, ma nella giornata di giovedì 28 marzo è morto il cane dell'ex consigliera comunale Federica Farina, esponente della Lega che — insieme al marito e presidente del consiglio comunale Antonio Guarnieri, sempre del Carroccio — ha lasciato l'amministrazione facendo traballare la giunta guidata da Giambattista Fratus. Non c'è ancora nessuna certezza sul fatto, ma sembrano non aver nessun dubbio il Pd e il Movimento 5 Stelle che in due note distinte — firmate rispettivamente da Silvia Roggiani, segretaria metropolitana Dem e dal deputato Riccardo Olgiati — parlano di "Atto intimidatorio" e "Macabra uccisione". Nessun commento, invece, è arrivato da Federica Farina, interpellata da MilanoToday ha dichiarato di non voler rilasciare dichiarazioni.

La posizione della democratica Silvia Roggiani 

"Siamo venuti a conoscenza di un brutto atto intimidatorio verificatosi in queste ore a Legnano, che temiamo possa essere legato alla crisi politica che sta investendo la giunta Fratus. Esprimiamo una netta condanna per quanto accaduto, e la nostra solidarietà alla persona raggiunta dalla minaccia. La politica non si fermerà di fronte a queste manifestazione di violenza, l'impegno democratico è più forte della paura che queste persone vorrebbero scatenare. Per questo continuiamo a chiedere un intervento delle autorità competenti perché sciolgano il Consiglio Comunale, dopo le dimissioni in massa di dodici consiglieri e una maggioranza ormai inesistente, e perché si faccia luce su una vicenda inquietante che rischia di gettare l'intera comunità di Legnano nell'angoscia.

Il comunicato del M5s firmato da Olgiati

A stretto giro è arrivata anche la dichiarazione del  deputato grillino Riccardo Olgiati, pubblicata sul suo profilo Facebook.

Quanto accaduto oggi a Legnano è decisamente inquietante. L’ex Consigliera Comunale della Lega, Federica Farina, ha subito la macabra uccisione del proprio cane.Tutto avviene in un momento estremamente delicato per la città che, con le dimissioni di 13 consiglieri comunali, si ritrova senza una guida politica e nelle mani del Prefetto che dovrà commissariarla.
Federica Farina, assieme ad altri due Consiglieri di maggioranza ed all’intera minoranza ha causato, con le protocollate dimissioni, la caduta del governo cittadino legnanese.A Lei e a tutti i familiari vanno la mia solidarietà e vicinanza per un atto vile che tutti ci auguriamo non abbia attinenza alcuna con quanto accaduto nei giorni scorsi a Palazzo Malinverni.

La repilica della giunta Fratus

Nella giornata di venerdì 29 marzo anche la squadra del sindaco è intervenuto sulla vicenda.

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Le dichiarazioni affidate alla stampa dalla segretaria metropolitana del Pd, Silvia Roggiani, riprese dall’onorevole Riccardo Olgiati e dal Movimento 5 Stelle Lombardia, sulla morte del cane appartenuto alla ex consigliera comunale Federica Farina, sono gravemente diffamatorie, pretestuose e capziose. La macchina del fango viene messa in moto quando ancora non si conoscono causa, dinamica ed eventuali responsabilità che hanno determinato il decesso dell’animale. La città di Legnano è stata inoltre dipinta come afflitta da un clima mafioso.
Questo modo di operare e di fare politica basato su insinuazioni o accuse infondate, non deve trovare posto a Legnano e rappresenta una violazione dei diritti e delle prassi democratiche. Difenderemo, pertanto, la reputazione della città e ci riserviamo di tutelare presso le autorità competenti il nostro buon nome. Ricordiamo, infine, che tra i valori espressi da questa Amministrazione comunale c’è il rispetto per la vita in ogni sua forma, dunque anche per quella degli animali. Rispediamo pertanto ai mittenti accuse prive di fondamento e deploriamo l’uso strumentale di un episodio triste, al solo scopo di esercitare indebite pressioni su rappresentanti delle istituzioni.

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