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Legnano, degrado in via Ticino: "Situazione insopportabile"

Gli abitanti di via Ticino a Legnano non ce la fanno più. La loro vita è diventata invivibile, non possono passeggiare tranquillamente rischiando di subire furti e sentire minacce. Lo riporta "Il Giorno"

Gli abitanti di via Ticino a Legnano non ce la fanno più. La loro vita è diventata invivibile, non possono passeggiare tranquillamente rischiando di subire furti e sentire minacce. Sì, perché in questa via gli odori nauseabondi, la spazzatura e il girovagare dei topi in cerca di cibo non sono solo il ricettacolo di malattie, ma anche segnali forti che la situazione non è più sostenibile ormai da anni.

“Questa è una strada abbandonata, sulla quale nessuna istituzione ha mai considerato di dover intervenire. La situazione è invivibile da almeno una decina d’anni. Il Comune non fa nulla, ma chi abita qui rischia di essere aggredito ogni sera”, spiega Francesco Luviè a Il Giorno. La fonte principale da cui sorge il degrado sono due stabili abbandonati, diventati rifugio di abusivi frequentatori non di buone compagnie. Alcuni residenti raccontano che le giornate vengono scandite sempre allo stesso modo: “L’attività di spaccio di droga è frequentissima. Il copione è sempre lo stesso ogni sera: i clienti arrivano, bussano su un vetro di uno di questi stabili e poi avviene lo scambio. Non ne possiamo più”.

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E di giorno ci si deve guardare le spalle continuamente ci si può immaginare al calare della notte cosa può accadere. “Lavoro in un supermercato e la sera finisco intorno alle 22. Quando torno a casa mi guardo sempre intorno perché ho paura. Qualche sera fa sono stata costretta a chiedere a un vicino di accompagnarmi oltre il mio cancello perché sono stata minacciata di morte da uno straniero ubriaco. Due anni fa ha chiuso il centro di accoglienza che aveva aperto all’inizio del Duemila, ma le cose non sono cambiate: il viavai di stranieri e persone incivili è costante”, spiega la signora Maria Teresa. Il sentimento che attraversa i residenti della via, oltre ad essere la paura, è il non poter vivere la via da abitanti, ma da dei rifugiati.

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