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San Vittore Olona, scoperto laboratorio cinese 'lager'

Otto cinesi vivevano e lavoravano all'interno di un capannone a San Vittore Olona. Il titolare dell'azienda è stato arrestato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sfruttamento di manodopera.

Il laboratorio di San Vittore Olona

La loro vita si svolgeva interamente dentro alla fabbrica. Dormivano e lavoravano. Stop. Erano diventati degli automi, dei robot. Non sapevano neanche in che zona d’Italia si trovassero, tanto non uscivano dal capannone. La loro vita era interamente dedicata a stirare capi di abbigliamento per quindici centesimi a pezzo. Un vero e proprio incubo per otto cinesi che lavoravano in un laboratorio tessile a San Vittore, comune alle porte di Milano.

Lo hanno scoperto i carabinieri di Cerro Maggiore durante un controllo all’interno della fabbrica. Al momento del blitz nel capannone sono stati trovati diversi cinesi intenti a lavorare alle loro postazioni. Tagliavano, cucivano e stiravano in un ambiente buio. Per allontanare sguardi indiscreti le finestre erano coperte da neri tendaggi e ogni postazione era scarsamente illuminata per non permettere alcuna visuale ai lavoratori.

All’interno della ‘fabbrica’ erano stati ricavati dei locali dormitorio e un locale cucina, inutile dire che tutti i locali versavano in pessime condizioni igienico sanitarie. Quelle due stanze, per gli operai, erano il loro mondo. Nessuno poteva allontanarsi.

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I lavoratori, di età compresa tra i 20 e i 48 anni, erano arrivati a San Vittore rispondendo ad un annuncio di lavoro su un sito in lingua cinese. Giunti a Legnano, il titolare dell’azienda, li ha portati all’interno della fabbrica, assegnando loro un posto letto ed un salario a cottimo di quindici centesimi per ogni capo stirato. Il titolare del laboratorio, un 45enne cinese, è stato arrestato per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento della manodopera.

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